mercoledì 4 gennaio 2017

Presentazione eugubina de Il segno del falco


Ecco alcune immagini della presentazione eugubina de "Il segno del falco", che si è tenuta il 29 dicembre 2016 presso la Biblioteca Sperelliana, nella sala del refettorio dell'antico monastero di San Pietro.
Con me, sul palco, siedono gli artefici dell'incontro: Fabrizio Cece, Ettore Sannipoli e Patrizia Biscarini. Ricercatori e studiosi di storia e di storia dell'arte, che hanno preso a cuore questa mia ricerca e che hanno organizzato la bella serata alla Biblioteca Sperelliana, con l'insostituibile apporto di Fancesco Mariucci e di una nutrita schiera di associazioni eugubine. In particolare il Quartiere di San Martino che si è occupato del buffet; una delle torte preparate per l'occasione era decorata con una corona, insegna del Quartiere.
Tra il pubblico, anche persone giunte da Fano, Urbino, Calcinelli, Acqualagna.
Ha introdotto l'iniziativa Fabrizio Cece, ringraziando le associazioni aderenti e presentando i relatori.
Il primo intervento è stato quello della prof.ssa Patrizia Biscarini che ha avuto per oggetto i beni immobili posseduti dagli Accomanducci e dai Bandi nel territorio eugubino nel XV secolo, con riferimenti a importanti parentele locali, al peso politico delle due famiglie e alla perdita di tutti i loro beni nell'Eugubino, alla fine del secolo.
Il secondo intervento è stato quello del prof. Ettore Sannipoli, concernente il rapporto tra gli Accomanducci e i principali pittori tardogotici operanti nello stato di Urbino, documentato dall'opera da questi commissionata a Ottaviano Nelli e dall'ipotesi sugli affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni all'oratorio di San Giovanni di Urbino.
E' quindi intervenuto nuovamente Fabrizio Cece, per presentare l'autore del libro e per illustrare le caratteristiche e la valenza della ricerca e del volume.
A seguire il mio intervento, teso a fornire elementi utili a percepire l'importanza raggiunta dagli Accomanducci, la loro origine a Monte Falcone e la posizione raggiunta a Urbino e nella corte dei Montefeltro.  In conclusione ho anche sinteticamente ricordato sommariamente gli indizi che mi hanno permesso di formulare l'ipotesi della committenza degli Accomanducci per gli affreschi dell'Oratorio di San Giovanni.


 



 
 
A margine dell'incontro, Fabrizio Cece mi ha fornito un'importate notizia storica sugli Accomanducci, ancora inedita, frutto delle sue costanti ricerche. Se ne darà conto nei modi opportuni.
Presso la libreria Fotolibro di Gubbio, dov'è possibile acquistare il mio libro, ho acquistato il formidabile volume di Alberto Luongo, Gubbio nel Trecento. Il comune popolare e la mutazione signorile 1300-1404, Viella, Roma 2016. Sfortunatamente il libro è stato pubblicato nel settembre di quest'anno, quando il mio era già uscito, e non ho potuto attingere alle importanti informazioni e valutazioni fornite dall'autore in ordine ad aspetti significativi anche per le vicende degli Accomanducci. Molto importanti, per esempio quanto scrive sul castello di Petroia e sulle famiglie eugubine legate agli Accomanducci, innanzitutto i Gabrielli ei Bosoni. Ma il libro offre una quadro chiaro, documentato e appassionante su Gubbio nel Trecento... consiglio certamente l'acquisto.
 
 
 



martedì 20 dicembre 2016

Presentazione de "Il segno del falco", a Gubbio, giovedì 29 dicembre 2016


Presentazione a Gubbio del libro "Il segno del falco. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un'ipotesi per gli affreschi dell'Oratorio di San Giovanni di Urbino"

Giovedì 29 dicembre 2016, ore 17
Sala dell'ex Refettorio - Biblioteca Sperelliana


 Intervengono i ricercatori storici e storici dell'arte:

- Patrizia Biscarini
- Fabrizio Cece
- Ettore Sannipoli

 Per i relatori e i temi degli interventi, la presentazione può dirsi un piccolo convegno sugli Accomanducci.



 
E' un appuntamento del progetto: Gubbio Città in Armi. Guerra e società a Gubbio nel basso medioevo
con il sostegno de:
Associazione Maggio Eugubino
Associazioni dei Quartieri
Società Balestrieri di Gubbio

 
A margine della presentazione sarà possibile acquistare il libro, che successivamente sarà in vendita, a Gubbio, presso la Libreria Fotolibri.
 
Informazioni:
Biblioteca Sperelliana
Via Fonte Avellana, 8 06024 Gubbio (PG)
Tel. 075 923 76 32


lunedì 19 dicembre 2016

Stemmi e divise di Cesare Borgia e di Guidobaldo da Montefeltro


Giovedì 15 dicembre 2016, a Urbino, presso Palazzo ducale, è stato presentato il libro Cesare Borgia di Francia. Storia e fiction, a cura di Agnese Vastano, edito dalla Casa Editrice Guerrino Leardini di Macerata Feltria.
L'iniziativa, ideata da Giorgio Londei attualmente presidente dell'Accademia di Belle Arti di Urbino, è stata patrocinata dalla ditta Benelli Armi che ormai da qualche anno contribuisce, con volumi sulla storia e l'arte di Urbino, alla promozione culturale della città.



Ecco il sommario dell'opera:
M.R. VALAZZI, Borgia vs Sforza, p. 11

A. CONTI, Stemmi e divise di Cesare Borgia e di Guidobaldo da Montefeltro, p. 21
A. BERNARDINI, Leonardo al seguito del Valentino, p. 39
A. VASTANO, Cesare Borgia. Mito del Cinema, p. 51
Alle pp. 65-92 sono pubblicate le traduzioni in inglese di tutti gli interventi.


Alle pagine 21-38, il mio intervento, Stemmi e divise di Cesare Borgia e di Guidobaldo da Montefeltro, è articolato così:
1. Contrapposizioni e similitudini
2. Gli stemmi
2.1 L'arma dei Borgia

2.2 Lo stemma di Cesare Borgia (1475-1507)
2.3 Osservazioni sulla rappresentazione dello stemma di Cesare Borgia
2.4 Lo stemma dei Montefeltro
2.5 Lo stemma di Guidobaldo (1472-1508)
2.6 Osservazioni sulla rappresentazione dello stemma di Guidobaldo da Montefeltro
3. Le divise
3.1 Nascita e caratteristiche delle divise
3.2 La divisa dei Borgia e quella di Cesare Borgia di Francia
3.3 La divisa dei Montefeltro




Nella foto, da sinistra, Giorgio Londei, Agnese Vastano,
Peter Aufreiter (Direttore della Galleria Nazionale delle Marche),
Luigi Moretti (presidente di Benelli Armi)
 
 

lunedì 24 ottobre 2016

Presentazione de Il segno del falco. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un'ipotesi per gli affreschi di San Giovanni di Urbino. Venerdì 21 ottobre 2016 - Urbino, Oratorio di San Giovanni Battista,


Alcune immagini della presentazione de Il segno del falco. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un'ipotesi per gli affreschi di San Giovanni di Urbino.
Svoltasi venerdì 21 ottobre 2016, a Urbino presso l'Oratorio di San Giovanni Battista.


Sono intervenuti:

Giuseppe Magnanelli
priore della Confraternita di San Giovanni Battista
Agnese Vastano
storica dell’arte, direttrice dei recenti restauri degli affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni.
Antonio Conti
autore, araldista

Col coordinamento di Francesco Righi



 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 


 

mercoledì 27 luglio 2016

IL SEGNO DEL FALCO. GLI ACCOMANDUCCI DI MONTE FALCONE E UN'IPOTESI PER GLI AFFRESCHI DELL'ORATORIO DI SAN GIOVANNI DI URBINO


Eccomi finalmente ad annunciare, anche sul blog, l’avvenuta pubblicazione dei risultati della mia ultima ricerca nel libro “Il segno del falco. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un’ipotesi per gli affreschi di San Giovanni di Urbino”.

Il segno del falco. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un’ipotesi per gli affreschi di San Giovanni di Urbino
Youcanprint Self-Publishing, Tricase (LE) 2016
ISBN 97-88-93329-72-9
Formato 17 x 24 cm
Pagine 92, con illustrazioni a colori

 
 
- Dalla quarta di copertina

“Talvolta citati nella storiografia dei più noti Montefeltro, gli Accomanducci ottengono per la prima volta la ricostruzione di un profilo storico che evidenzia il rilievo raggiunto nei decenni a cavallo dei secoli XIV e XV. Originari del castello di Monte Falcone, nei pressi di Acqualagna, divennero parte del più ristretto entourage dei conti di Urbino, raggiungendo il rango comitale sul castello di Petroia nel territorio di Gubbio.
Dalla ricerca araldica qui ricostruita e dalla delineazione del profilo storico, è scaturita la felice intuizione dell’autore, che ipotizza il collegamento degli Accomanducci con una delle più importanti opere pittoriche del Gotico internazionale: gli affreschi dell’Oratorio di San Giovanni Battista di Urbino realizzati da Lorenzo e Jacopo Salimbeni intorno al 1416. L’ipotesi proposta, basata su fatti documentati messi in relazione con l’evidenza della rappresentazione pittorica, permette di illuminare almeno in parte il lato oscuro dell’opera: la committenza”.


(Territorio del castello di Monte Falcone)
 
(Abbazia di San Vincenzo al Furlo - Acqualagna)

(Urbino, l'odierna piazza Rinascimento e i luoghi degli Accomanducci)

 
- Altro sul libro

Il volume si apre con la presentazione di Agnese Vastano che, come storica dell’arte della Soprintendenza di Urbino, ha diretto i recenti restauri del ciclo pittorico dei Salimbeni nell’oratorio di San Giovanni a Urbino.
  La prima parte, che corrisponde grossomodo a metà del volume, si sviluppa tracciando un profilo storico, del tutto inedito e sorprendente, di una famiglia rimasta fino ad ora nell’ombra, offrendo anche una prospettiva nuova per guardare alla vicenda della città di Urbino fra Tre e Quattrocento.
  Nella seconda parte si dà concretamente conto di quale complessità potesse avere l’ampia relazione parentale degli Accomanducci: di quali scelte furono probabilmente chiamati a compiere e a quali rischi furono verosimilmente esposti, tra guerre, intrighi e tradimenti nei quali furono coinvolti i loro più stretti parenti.
  La terza parte è in realtà il nucleo dell’indagine dal quale sono partito: una ricerca araldica che vede legati lo stemma del castello Monte Falcone, quello del comune di Acqualagna e quello della famiglia Accomanducci. Un legame fino a ora sconosciuto che però ha corrispondenze altrettanto interessanti in altre realtà nel comitato della città di Urbino.
  La quarta parte ha ovviamente conquistato la copertina del volume, poiché riguarda i meravigliosi dipinti dei fratelli Salimbeni nell’oratorio urbinate di San Giovanni Battista. In quest’ultima parte illustro e documento gli indizi che mi hanno portato a formulare l’ipotesi di un diretto coinvolgimento degli Accomanducci nella committenza del ciclo pittorico. L’intuizione muove dalla presenza del falco (del segno del falco) nella scena del battesimo di Cristo.
  Le vite di San Giovanni e la Crocifissione, dipinte dai Salimbeni, sono ricche di riferimenti emblematici e simbolici, di segni convenzionali perfettamente leggibili agli occhi dell’osservatore di seicento anni fa (l’opera è datata 18 luglio 1416); oggi, invece, sono difficilmente decifrabili. Su alcuni di essi mi sono soffermato, altri li ho solo indicati quali spunti per ulteriori indagini.
 Altre indagini sono sicuramente auspicabili. Gli storici hanno a disposizione altri documenti sugli Accomanducci, quantomeno presso gli archivi di Urbino e Gubbio. Forse questo mio primo contributo potrà suscitare qualche interesse in merito, chissà...

(Castello di Petroia - Gubbio)


(Stemma degli Accomanducci al castello di Petroia)


(Stemma degli Accomanducci, Archivio di Stato di Firenze)


- La ricerca

Per la ricerca ho consultato documenti presso gli Archivi di Stato di Firenze, di Pesaro, di Siena; presso le Sezioni di Archivio di Stato di Fano, Gubbio e Urbino; presso l’Archivio di Stato della Repubblica di San Marino; presso l’Archivio Storico del Comunale di Acqualagna “Egidio Conti”. Ho poi consultato documenti presso la Biblioteca Gambalunga di Rimini, la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, la Biblioteca dell’Area Umanistica dell’Università di Urbino. Insomma, un vasto itinerario. Inoltre internet mi ha permesso di consultare comodamente a casa documenti della Biblioteca Augusta di Perugia.
La bibliografia consta di oltre centoquaranta titoli, oltre ai manoscritti e alle pubblicazioni online.

La lunga lista della mia riconoscenza è pubblicata nel libro, qui rinnovo i ringraziamenti a tutti ricordando Sara Cambrini, Fabrizio Cece, Francesca De Vita e Agnese Vastano.

Il libro è dedicato a Mons. Franco Negroni, che poco prima di morire volle fornirmi al volo alcune informazioni sugli Accomanducci, ma alle cui preziose ricerche non ho purtroppo avuto possibilità di accedere dopo la sua morte. È dedicato anche al mio bisnonno, Egidio Conti, che per primo pubblicò notizie sul castello di Monte Falcone sul finire dell’Ottocento, nei “Cenni storici” dove io per la prima volta ebbi occasione di leggere il nome di un Accomanducci.

(Oratorio di San Giovanni Battista - Urbino - Affreschi dei fratelli Salimbeni)
 

(Affreschi dei fratelli Salimbeni, particolare del Battesimo di Cristo)



- L’indice del volume

1          PER UN PROFILO STORICO
1.1       Come un’introduzione: le fugaci apparizioni storiografiche
1.2       Le origini: il patronimico
1.3       Le origini: il castello di Monte Falcone
1.4       Le prime notizie
1.5       Alla corte di Urbino
1.6       La famiglia e i parentadi
1.7       Castelli, palazzi e terreni
1.8       Chiese, cappelle e aspetti della religiosità

2          PARENTELE COMPROMETTENTI
2.1       Il tradimento dei Gabrielli
2.2       La cessione di Casteldelci
2.3       La congiura di carnevale

3          LO STEMMA
3.1       A caccia del falco
3.2       Relazione tra l’arme di famiglia e quella del castello

4          ALL’ORATORIO DI SAN GIOVANNI
4.1       Gli affreschi dei Salimbeni e il problema della committenza
4.2       Guidantonio da Montefeltro e la calza divisata di Erode Antipa
4.3       Il giovane col falco

5          CONCLUSIONI

            BIBLIOGRAFIA


- Nota sull’edizione in self-publishing

In questi ultimi anni ho pubblicato interventi, sull’araldica, un po’ ovunque, su riviste specializzate, quotidiani, periodici, collane di studi e libri, grazie alla fiducia accordatami da chi mi ha ospitato e riscuotendo una certa attenzione di pubblico.

Questa volta, la tipologia del prodotto della mia ricerca mi ha indotto a tentare la strada del self-publishing.

Il libro ha il suo bravo e indispensabile codice Isbn, è reperibile presso l’editore, presso i principali store online (come Amazon, IBS, Feltrinelli, Mondadori), è ordinabile nelle librerie. Un domani finirà in qualche biblioteca e sarà rintracciabile con l’Opac da chi farà ricerche sul tema. Insomma, mi interessava condividere l’esito della mia ricerca e in questa occasione il self-publishing è sembrata la strada giusta.
Ho ottenuto dall’editore il più basso prezzo possibile per un volume stampato on demand. Anche le più rosee previsioni di vendita non ripagheranno le spese sostenute per la ricerca e il tempo dedicato; tuttavia, la stampa on demand permette di abbattere enormemente i costi di stampa complessivi, quelli di magazzino e quelli di una promozione solitamente assente e di una distribuzione per lo più inefficace, costi caricati sulle spalle dei poveri autori.
Il tempo dirà se ho fatto la scelta giusta.


 
Per una visita ai luoghi degli Accomanducci:
 
 

 
 



 

venerdì 3 giugno 2016

Uno stendardo per Branca Brancaleoni, signore di Casteldurante


All'amico Freddy Webster, che si sta preparando a partecipare alla manifestazione Tempo di Medioevo alla Rocca (Brisighella 2-5 giugno 2016) nei panni di Branca Brancaleoni (1295 ca. - 1379), ho regalato uno stendardo. L'ho dipinto basandomi sullo stemma rinvenuto nella chiesa di Caresto di Sant'Angelo in Vado. Il drappo, in lino grezzo, è opera della Sartoria MonRo.







Branca Brancaleoni nel Dizionario Biografico degli Italiani

martedì 17 maggio 2016

XXII Convegno Nazionale del Centro Italiano Studi Vessillologici. Fano 21-22 maggio 2016

 
 
Siamo ormai a meno di una settimana dalle due giornate, sabato 21 e domenica 22 maggio, nelle quali, a Fano (PU), si svolgerà il XXII Convegno Nazionale del Centro Italiano Studi Vessillologici, che ho contribuito a organizzare.
Si terrà presso la sala capitolare dell'ex monastero di Sant'Agostino, attualmente sede dell'Archeoclub.

 
L'iniziativa è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Fano.
 
L'ingresso è libero, aperto a tutti gli interessati

Ecco il programma:


Sabato 21 maggio

 
mattino

 
10.30 - Ritrovo presso la sede del convegno. Incontri, mostra-scambio, allestimenti.
 

pomeriggio
 

14.30 - Andrea Carloni - L’arte dello stendardo nel Quattrocento europeo: fonti, ipotesi e spunti di ricerca.
 

15.00 - Flavio Marchetto - Il Vessillo Ducale di Milano con il Francia Antica: 1395-1402.

 
15.30 - Massimo Predonzani - La divisa italiana sugli stendardi, banderuole, calze, giornee, bardature e pennacchi delle condotte di ventura del ‘400.
 

16.00 - Alfredo Betocchi - L’aquila a due teste e la vocazione imperiale nella Grecia moderna.

 
16.30 - Alessandro Savorelli - Le Marche sugli scudi. Osservazioni di metodo sulle raccolte delle insegne comunali.
 

17.00 - Mario Carassai - Il vessillo di Nicolò Mauruzi

 
17.30 - Manuela Schmöger - Titolo non ancora comunicato.
 

18.00 - Antonio Conti - "Le civiche insegne di Fano". Progetto per una mostra.
 

18.00 - Visita al Museo Civico
 
 
Domenica 22 maggio
 
mattino
 
9.00 - Benvenuto ufficiale al convegno e presentazione del CISV da parte del presidente
 
9.15 - Roberto Breschi - Vessillologia e araldica delle province italiane: un progetto digitale
 
9.30 - Marco Mecacci - 1910-1919: il decennio tumultuoso della bandiera portoghese
 
10.00 - Vieri Favini - Segni di appartenenza: guelfismo e ghibellinismo negli stemmi antichi delle città marchigiane
 
10.30 - Sebastià Herreros - SIDBRINT Sistema Digitale delle Brigate Internazionali
 
11.00 - intervallo
 
11.15 - Gabriele Maestri - I vessilli sulla scheda: storia di simboli di partiti
 
11.45 - Giovanni Sala - Bandiere della Resistenza italiana
 
12.15 - pausa pranzo
 
pomeriggio
 
14.30 - Pier Paolo Lugli - Lo straordinario portolano di Antonio Sasso, genovese
 
15.00 - Assemblea societaria
 
17.00 circa - Chiusura
 

 
Per informazioni:
 
email:
oppure
 

 
 

venerdì 26 febbraio 2016

La prima evoluzione dell’arma dei Della Rovere: la generazione di Giovanni signore di Senigallia

  Comunico che è disponibile online il mio saggio "La prima evoluzione dell’arma dei Della Rovere:  la generazione di Giovanni signore di Senigallia", pubblicato sul numero 3 / 2015 di "Studi Pesaresi", rivista della Società pesarese di studi storici.

Per leggere o scaricare il file in pdf cliccare qui: "Studi pesaresi" 3 / 2015



Abstract

Lo stemma del ramo marchigiano dei Della Rovere è piuttosto complesso. A quello originario con la rovere, del quale trattammo nel n. 23 di “Pesaro città e contà”, si aggiunsero, con Giovanni signore di Senigallia, gli incrementi aragonese e montefeltresco emblematici di relazioni politiche e parentali più volte ricordate nella pubblicistica storica e storico artistica. Ripercorrere le fasi costitutive delle armi di Ferdinando I re di Napoli e di quella più classica dei Montefeltro, conti e poi duchi di Urbino, permette di apprezzare in pieno la valenza storica dell’incremento. Questa analisi offre l’occasione per verificare, con una lettura araldica, l’uso che dello stemma fece Giovanni della Rovere nei luoghi simbolicamente più rilevanti dei suoi domini: i castelli i Orciano, Mondavio, Sant’Andrea di Suasa e Mondolfo, ma soprattutto la rocca e il convento di Santa Maria delle Grazie a Senigallia. Oltre a ciò, si dà conto degli stemmi usati dalla moglie di Giovanni (Giovanna di Montefeltro) e degli altri esponenti della casata della sua generazione, in particolare Giuliano (poi papa Giulio II) e Leonardo duca di Sora.



 



mercoledì 24 febbraio 2016

XXII Convegno Nazionale del Centro Italiano Studi Vessillologci - Fano, 21-22 maggio 2016

 

Centro Italiano Studi Vessillologici
(dal 1973 membro della Federazione Internazionale delle Associazioni vessillologiche)



Nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio 2016
si terrà a Fano (PU), presso l'antico convento di Sant'Agostino, 
il XXII Convegno Nazionale del Centro Italiano Studi Vessillologici.


Come sempre le due giornate saranno dedicate in gran parte alla sessione pubblica delle relazioni sui temi della vessillologia e dell'araldica. Nel pomeriggio di domenica si svolgerà l'assemblea sociale.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti saranno pubblicati sul sito del CISV.



LA BANDIERA DEL XXII CONVEGNO NAZIONALE
DI ANTONIO CONTI



Dal 1998 è invalsa la consuetudine di creare una bandiera per ciascuna edizione del Convegno Nazionale del CISV. Per la XXII edizione è stata adottata la bandiera che ho ideato, riconducendo l'antico gonfalone del comune di Fano ad una bandiera (2/3) e inserendo sulla partizione i colori del CISV, avendo cura di mantenere la regola del contrasto poi codificata per l'araldica.

Bassorilievo di San Paterniano, patrono di Fano, col vessillo civico (XV s.)



Bandiera di proporzioni 2/3


Simbolo del Centro Italiano Studi Vessillologici


 
Bandiera del XXII Convegno Nazionale CIV
L'inserimento dei colori sociali del CISV sulla partizione del vessillo


Vedi anche: Storia e simboli del CISV






martedì 2 febbraio 2016

REPERTI ARALDICI ARCHITETTONICI NELLA FORTEZZA DI SAN LEO


Continua la mia collaborazione con l'insegnamento di Archeologia medievale dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Così anche nel terzo volume della collana ArcheoMed è presente un mio intervento sull'araldica.
Il terzo volume edito nella collana si intitola La fortezza di Montefeltro. San Leo: processi di trasformazione, archeologia dell'architettura e restauri storici. E' un corposo lavoro, prodotto dalla ricerca compiuta da Daniele Sacco (archeologo, Università di Urbino) e da Alessandro Tosarelli (ingegnere, Università di Bologna), che sviscera la genesi e la trasformazione di una delle più famose fortezze d'Europa. Ricerche d'archivio e indagini sul manufatto permettono ora un'inedita lettura diacronica della fortezza.
L'opera è corredata di numerose immagini: documenti d'archivio, immagini storiche, rilievi e ricostruzioni.
E' indubbiamente un libro imperdibile, sia per gli studiosi dell'architettura militare, sia per i cultori della storia del Montefeltro e non solo.
Le tracce araldiche superstiti nella fortezza sono oggetto del mio intervento che compare tra gli strumenti di approfondimento del volume: Reperti araldici architettonici nella fortezza di San Leo, pp. 257-266. Ho descritto i reperti proponendo, per quanto possibile, un'interpretazione.
Forse la più interessante è questa: una composizione araldica fino ad ora totalmente sconosciuta, un vero e proprio fantasma araldico, emerso dal tessuto delle mura della fortezza.
 
Ringrazio Daniele Sacco per avermi coinvolto ancora una volta nelle attività dell'insegnamento di Archeologia medievale dell'Ateneo Urbinate.
 
 
 

 
 
 
LA FORTEZZA DI MONTEFELTRO
Processi di trasformazione, archeologia dell'architettura e restauri storici.
di Daniele Sacco e Alessandro Tosarelli
 

ArcheoMed, Monografie III - 2016, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo - Insegnamento di Archeologia medievale, All'Insegna del Giglio, Firenze 2106
pp. 324 - ill. colori
cm 21x29,7

ISSN 2465-0226SBN 978-88-7814-689-1€ 70,00
Editore: All'Insegna del Giglio - Sesto Fiorentino